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VianDante, Paradiso-Inferno A/R è uno spettacolo di e con Vincenzo Deluci.
Voce narrante fuori campo: Peppe Servillo Light Design: Vincent Lounguemare Direzione artistica: Giuliano Di Cesare Impianti audio e luci: Marcello Di Pace Saturno2 Service
Con la collaborazione di: Chiara Deluci, Fabrizio Giannuzzi, Giuseppe Mariani
Supporto alla produzione a cura di ZonaEffe
Partner: Officina Musicale, Saturno2 Service, FF3300 Visual arts & design, Long Press Division
09/01/2011 ore 19.30 presso Chiesa San Vito Martire contrada Coreggia/Alberobello (BA)
INGRESSO GRATUITO !!!
Alcune informazioni sul VianDante

Nel 2004 Vincenzo Deluci ha 30 anni ed è un trombettista e compositore pugliese, nel pieno della sua carriera artistica. La critica ed il pubblico si innamorano di questo giovane talento del jazz italiano. Partito da Fasano, piccolo paese in Provincia di Brindisi, Vincenzo condivide i palchi con Lucio Dalle e Vinicio Capossela e gira il mondo fino a calcare le scene del Blue Note di New York, mescolando le note della sua tromba ai vocalizi di Cassandra Wilson. E’ autunno quando l’inferno irrompe nella vita di Vincenzo: coinvolto in un terribile incidente stradale, il trombettista resta gravemente ferito. La diagnosi è inesorabile: la colonna vertebrale di Vincenzo riporta lesioni permanenti che lo rendono tetraplegico a vita. Vincenzo perde l’uso del corpo, comprese quelle dita impregnate di talento che premevano con talento e passione i tasti della sua tromba. Per Vincenzo è una vorticosa discesa agli inferi fatta di dolore, privazioni e dipendenza. La chirurgia e la fisioterapia portano come massimo risultato un residuo movimento dell’avambraccio sinistro, ma ciò nonostante Vincenzo non rinuncia alla passione per la vita e per la musica. Forza di volontà e tecnologia lo aiutano a riprendere in breve tempo il lavoro di compositore, conservando nel cuore una grande speranza: tornare a suonare dal vivo, L’opportunità gli è data dall’amicizia con Giuliano Di Cesare, musicista, inventore e compagno di tromba dai tempi del Conservatorio. Insieme, a partire dal 2006, iniziano a progettare il ritorno alla musica live di Vincenzo. In tre anni, progettano e realizzano la loro “invenzione”, un prototipo di “slide trumpet” modellato sulle limitate possibilità motorie di Vincenzo. Parallelamente, Vincenzo rilegge in musica la Divina Commedia di Dante Alighieri, metafora della sua vita attraverso cieli paradisiaci e gironi infernali. Compone così, con il solo ausilio di un puntatore ottico, un’opera inedita, visionaria e corale intarsiata dalle note della sua nuova tromba e impreziosita dalle letture di Peppe Servillo, voce degli Avion Travel. Il risultato è VianDante, un viaggio dal Paradiso all’Inferno, andata e ritorno. Un’esperienza artistica e umana che può toccare chiunque, inaspettata “nel mezzo del cammin di nostra vita”.
Nel 2004 Vincenzo Deluci ha 30 anni ed è un trombettista e compositore pugliese, nel pieno della sua carriera artistica. La critica ed il pubblico si innamorano di questo giovane talento del jazz italiano. Partito da Fasano, piccolo paese in Provincia di Brindisi, Vincenzo condivide i palchi con Lucio Dalle e Vinicio Capossela e gira il mondo fino a calcare le scene del Blue Note di New York, mescolando le note della sua tromba ai vocalizi di Cassandra Wilson. E’ autunno quando l’inferno irrompe nella vita di Vincenzo: coinvolto in un terribile incidente stradale, il trombettista resta gravemente ferito. La diagnosi è inesorabile: la colonna vertebrale di Vincenzo riporta lesioni permanenti che lo rendono tetraplegico a vita. Vincenzo perde l’uso del corpo, comprese quelle dita impregnate di talento che premevano con talento e passione i tasti della sua tromba. Per Vincenzo è una vorticosa discesa agli inferi fatta di dolore, privazioni e dipendenza. La chirurgia e la fisioterapia portano come massimo risultato un residuo movimento dell’avambraccio sinistro, ma ciò nonostante Vincenzo non rinuncia alla passione per la vita e per la musica. Forza di volontà e tecnologia lo aiutano a riprendere in breve tempo il lavoro di compositore, conservando nel cuore una grande speranza: tornare a suonare dal vivo, L’opportunità gli è data dall’amicizia con Giuliano Di Cesare, musicista, inventore e compagno di tromba dai tempi del Conservatorio. Insieme, a partire dal 2006, iniziano a progettare il ritorno alla musica live di Vincenzo. In tre anni, progettano e realizzano la loro “invenzione”, un prototipo di “slide trumpet” modellato sulle limitate possibilità motorie di Vincenzo. Parallelamente, Vincenzo rilegge in musica la Divina Commedia di Dante Alighieri, metafora della sua vita attraverso cieli paradisiaci e gironi infernali. Compone così, con il solo ausilio di un puntatore ottico, un’opera inedita, visionaria e corale intarsiata dalle note della sua nuova tromba e impreziosita dalle letture di Peppe Servillo, voce degli Avion Travel. Il risultato è VianDante, un viaggio dal Paradiso all’Inferno, andata e ritorno. Un’esperienza artistica e umana che può toccare chiunque, inaspettata “nel mezzo del cammin di nostra vita”. |